La sorella signorina Maria, libera da impegni familiari, si dedicò con assiduo impegno e generosità alle opere assistenziali e caritative. Allo scoppio della prima guerra mondiale, con grande entusiasmo si arruolò nella Croce Rossa Italiana dove svolse un lavoro intenso a favore dei soldati feriti o ammalati che rientravano dal fronte. Morì nel 1924, dopo aver visto avviata l'opera voluta assieme al fratello Pietro.

I fratelli Berna meritano di essere ricordati anche perché con concorde decisione nel 1906 donarono alla loro città il terreno su cui venne costruito l'Ospedale Civile Umberto I°, inaugurato nel 1912 dalla Regina Elena. A loro spese fecero erigere la cappella che sorge all'interno dell'area ospedaliera, come ricorda la lapide posta sul frontale della stessa. Dispiace che il Comune abbia dedicato al comm. Pietro Berna solo una strada piccola nascosta e periferica, dove il quartiere di Carpenedo confina con la campagna.


Arrivati in tarda età, non avendo familiari cui lasciare le loro proprietà, il comm. Pietro Berna comunicò per testamento alla sorella il desiderio di destinare i beni di famiglia alla fondazione di un Istituto che accogliesse ragazzi orfani o figli di famiglie disagiate, sull'esempio del comm. Groggia, che aveva fondato per le fanciulle l'Istituto San Gioachino. Scopo dell'attività doveva essere l'assistenza materiale e la formazione religiosa, morale, civile e professionale dei giovani ospiti.

Rimasta sola, Maria Berna cercò di iniziare l'attività assistenziale adattando alcuni ambienti della villa di famiglia in via Daniele Manin; quindi accolse in casa tre fratelli orfani di ambedue i genitori, cui ben presto fecero compagnia altri fanciulli poveri o abbandonati.

L'età ormai avanzata, la necessità di provvedere a tutti i bisogni (dal vitto, alla pulizia, alla scuola, all'educazione e così via) fecero comprendere alla matura signorina quanto fosse difficile continuare ed ampliare l'attività. Preoccupata di esaudire il desiderio del fratello, chiese consiglio al Padre Leonardo Davi, cappuccino. Questi suggerì di rivolgersi al sacerdote Luigi Orione, fondatore della Piccola Opera della Divina Provvidenza, che egli riteneva persona in grado di farsi carico di un'attività così impegnativa.

Il Dott. .Pietro Berna, nacque in Mestre nel 1840 da famiglia benestante e crebbe in un clima diserietà ed impegno nello studio e nel lavoro. Si laureò in farmacia e fu per lunghi anni titolare della farmacia sita in Piazza Ferretto, di fronte al Duomo di Mestre. In età matura si occupò della cosa pubblica: venne eletto per due volte (dal 1894 al 1899 e dal 1909 al 1911) sindaco di Mestre, allora comune autonomo; fu per quindici anni membro del Consiglio Provinciale per l'Assistenza Pubblica, per nove anni componente della Deputazione Provinciale di cui fu anche presidente per un biennio. Fece parte anche del Consiglio Scolastico Provinciale, della Cattedra ambulante di agricoltura, della Giunta di vigilanza degli Istituti Tecnico e Nautico e di altri enti di pubblica utilità. Morì nel 1919.


Il Presidente del Consiglio Provinciale conte Filippo Grimani, nella commemorazione tenuta il 10 luglio 1919, lo dichiarò "cittadino eminente, uomo di larghe vedute, che non restrinse la sua attività ai problemi dell'oggi, ma guardò all'avvenire e fu amante di ogni progresso. Dotato di grande spirito di servizio, si impegnò nella politica locale ed in particolar modo nella gestione di attività benefiche pubbliche.